Supersalone 2021, come è andata?

Per chi di voi non avesse avuto la possibilità di visitare il Supersalone, che si è tenuto dal 5 al 10 settembre, ma è comunque interessato a farsi un’idea di come si è svolto e di cosa ha rappresentato per il settore design e gli appassionati di arredamento, abbiamo preparato il nostro report, che speriamo vi aiuterà a comprendere meglio questo evento.
L’impressione generale, fin dalla domenica 5 settembre, il primo giorno di fiera, è stata di soddisfazione, sia per essere riusciti ad arrivare al traguardo, sia per l’affluenza che si è subito dimostrata importante. Ad inaugurare l’evento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui hanno fatto seguito aziende, professionisti, buyer, studenti, appassionati e curiosi. Il tutto a due anni e mezzo dall’ultima edizione, in quell’aprile 2019 che appare molto lontano e che ci vede tutti molto diversi da allora.
I numeri finali della fiera confermano quella percezione iniziale, oltre 60mila presenze in sei giorni da 113 Paesi in modo da superare ogni aspettativa, hanno dichiarato gli organizzatori. Più della metà sono stati operatori di settore e buyer (il 47% provenienti dall’estero). Quasi 1.800 i giornalisti accreditati da tutto il mondo e, tra questi, c’eravamo anche noi.

Il Salone del Mobile, anche in questa veste inedita, “light” come si era pensato inizialmente e poi diventata “super”, si è confermato così uno strumento fondamentale di business e di immagine per il settore dell’arredo, ma anche per Milano e per l’Italia. Un’edizione inedita che fa da volano per la sessantesima edizione della rassegna, già messa a calendario dal 5 al 10 aprile 2022.

Questo risultato positivo non era scontato: le incertezze legate alla pandemia, lo scetticismo di aziende e addetti ai lavori sulla formula decisa per l’evento. Ma, alla fine, le principali aziende erano presenti, per un totale di 425 marchi di ogni categoria merceologica dell’arredo e 39 designer indipendenti. Le novità e una selezione di prodotti già in catalogo sono state presentate all’interno di quattro padiglioni nel polo espositivo di Rho. Il tutto in una cornice inedita, progettata dall’architetto Stefano Boeri assieme a un team di internazionale di professionisti. L’allestimento, ispirato ai principi della sostenibilità e della circolarità, con stand pre-allestiti di diverse dimensioni (anche per garantire la sicurezza, evitando assembramenti), e pareti verticali su cui erano esposti i prodotti delle aziende, pur tra molti dubbi, è risultato adatto alla situazione. Così come gli spazi dedicati alle scuole di design (48, da tutto il mondo, con 170 progetti), al food, ai dibattiti, all’arte e alla cultura (come la mostra storica dedicata alle sedute premiate negli anni dal Compasso d’Oro), in un percorso che per la prima volta si è aperto al pubblico sin dal primo giorno, per quello che si è rivelato essere non solo un evento business, ma anche una grande festa del design e un segnale di ripartenza.

«Penso sia molto importante che questo segnale arrivi dal Supersalone – ha osservato Maria Porro, nominata a fine luglio presidente del Salone del Mobile – perché quello dell’arredo è un settore che rappresenta molto bene l’eccellenza e il valore aggiunto del made in Italy». Che ha aggiunto «Non credo sia corretto fare una valutazione di quantità o grandezza dell’evento, nella situazione attuale – ha dichiarato ancora la presidente del Salone –. Piuttosto, dobbiamo ragionare di qualità: il lavoro di Boeri è andato all’essenza». Inoltre, il Supersalone è stato anche il primo grande test per la piattaforma digitale del Salone del Mobile che, lanciata a fine giugno, sarà pienamente operativa nell’edizione dell’aprile 2022 e segna un passaggio fondamentale verso un nuovo modo di fare fiera.

Un aspetto, quello digitale, su cui si è soffermato anche il curatore Boeri: «Progettare il Supersalone è stato un lavoro molto interessante anche per noi. Sono convinto che in futuro bisognerà ripensare le manifestazioni espositive, rimescolare le carte, e questa è stata un’occasione per sperimentare alcuni elementi che secondo me rimarranno». Come la complementarietà tra sfera fisica e digitale nella fruizione dell’evento, attraverso una serie di strumenti, tra cui la possibilità da parte del pubblico di utilizzare un QRCode legato agli oggetti esposti, per approfondirne la conoscenza o per acquistarli. «L’aspetto business rimane, ma le caratteristiche del formato permettono di immaginare un evento che non si rivolge esclusivamente né ai professionisti né al pubblico – spiega Boeri –. Credo che questa dicotomia sia ormai superata e che entrambi i livelli possano e debbano convivere».

Un altro elemento di novità è l’evoluzione nel dialogo con Milano: «Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva apertura della città, con il Fuorisalone e gli showroom delle aziende, alla dimensione anche commerciale del design – osserva Boeri –. Con il Supersalone abbiamo fatto un passo in più: abbiamo portato la città in fiera, aprendola all’arte, alla cultura, al cibo. Credo che sia la strada giusta su cui lavorare: mantenere le identità distinte, ma aumentare la complementarità e la sinergia».

Queste previsioni si sono rivelate corrette, con i principali attori coinvolti che hanno mostrato apprezzamento per la qualità dei visitatori a loro volta piacevolmente colpiti dalla facilità di visionare la fiera nella sua interezza. Quattro padiglioni si visitano con un certo agio e i piccoli stand permettono di focalizzarsi su pochi prodotti senza disperdere le energie. Questi aspetti senza dubbio positivi hanno come svantaggio l’impossibilità per molte aziende di presentare tutti i prodotti per loro significativi e al contempo la difficoltà, data dall’uniformità degli stand, di creare quegli ambienti unici e caratteristici che sono uno dei vanti del Salone del Mobile.

Quest’anno quindi, più che sulle novità e sulle tendenze che sono emerse dall’edizione, il nostro racconto si è concentrato sul significato che il Supersalone ha avuto per aziende e partecipanti. Un’edizione su cui riflettere, per prendere da questa esperienza tutto ciò che di buono ha lasciato.

«Questo evento ha per noi il sapore della sfida vinta, frutto del coraggio e della voglia di mettersi in gioco dei nostri imprenditori, cogliendo la grande opportunità di misurarsi con una sperimentazione preziosa – dice Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo –. Il supersalone ha saputo coniugare in una formula innovativa calata nell’eccezionalità del momento, design, sostenibilità, qualità, ricerca, innovazione, cultura e food: i fiori all’occhiello del tessuto imprenditoriale del nostro Paese».

Qua si seguito potete farvi un’idea di quello che è stato, con le immagini che abbiamo catturato in vari stand.

La manifestazione quindi si è chiusa con un ottimistico arrivederci ad aprile!

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